Un diario on line che raccoglie tutte le stronzate che fanno,dicono e pensano i Pressure side,lupi Silani del reggae n' roll!!!
DAL CICILEO PUB ALLA CORTE DEI MIRACOLI
- il divertimento è un concetto relativo/soggettivo -
Sabato 8 aprile, ore 24.55 ero al Cicileo Pub con gli amici, alcol, buona musica (New Romantic), tanto movimento, insomma una serata tranquilla!! Però qualcosa non andava, "che si può fare?" "Chi facimu stasira?"!! Fra le varie proposte ha avuto la meglio quella di andare in città, come se la città potesse soddisfare la tanto ricercata voglia di divertimento. Per cui io e mio cugino, Luigi, abbiamo deciso di andare via da quel pub e pensando a cosa si potesse fare, per continuare il mitico sabato del cazzo, siamo andati in un altro pub, il b-side. Arrivati a Rende, subito ci siamo resi conto che la situazione non era tanto diversa da quella del Cicileo, cioè buona musica (sempre la stessa però), alcol e tanto movimento, ma anche qui non ci siamo trovati a nostro agio, perchè volevamo qualcosa di diverso dal solito (o meglio io volevo fare qualcosa di diverso), per cui anche da lì siamo andati via e prima di andarcene ho fatto, ovviamente, una figura di merda con una cameriera del b-side, Caterina ( 1 . Le ho chiesto una sigaretta che non mi serviva con la scusa di parlare con lei; 2. Mi sono incartato cercando di parlare con lei, chiedendole un appuntamento che non avrei mai potuto avere; 3. Rosso/svampato in viso me ne sono andato con la coda tra le gambe).
Ma eccoci di fronte l'entrata della Corte dei Miracoli, unica discoteca della nostra città, unica vera scelta alternativa della serata, proposta da mio cugino ho accettato con qualche dubbio e con molta eccitazione! Io uomo grasta che stavo andando in discoteca; immaginavo di tutto: femmine strafiche possedute dal diavolo ballare in modo sensuale contro le colonne della sala, maschi perfetti adulati dalle loro donne mostrare tutto il loro sex-appeal, cubiste straniere dare la loro anima in pasto al pubblico plebeo della discoteca, djs che facevano roteare i dischi quasi fossero giocolieri del circo!!!!
Una volta dentro però la realtà era ben diversa da come l'avevo immaginata: niente femmine possedute o cubiste straniere!!! Però altrettanto affascinante, per cui ci siamo buttati subito nelle danze in cerca di due femmine capaci di farci divertire o semplicemente di farci ballare, ma non c'è stato ninete da fare. Le poche femmine presenti in sala, non appena si sentivano minacciate da questa strana presenza fuori luogo si spostavano o si giravano dall'altra parte. Quindi Luigi ha proposto di salire al piano di sopra, lì la musica era diversa, cioè era una vera e propria festa di 18 anni (tale e quale a quelle che conosciamo noi gente di paese) con persone maggiorenni. Balliamo e riballiamo ma acnhe qui le femmine si girano dall'altra parte oppure ridono con aria di superiorità.........potrei continuare così fino alla fine della serata!!!
Insomma quello che cerco di dire è che le persone hanno un'idea di divertimento completamemente diversa l'una dall'altra (cosa abbastanza scontata), ma quello che più mi ha sorpreso è che mancano i rapporti sociali all'interno della discoteca: che cazzo gli costava a quelle rincoglionite discotecare di ballare un pò insieme a noi!!! IO DICO CHE I FREAK, I CONCERTARI, IN QUESTO, SUPERANO, PIù DI CHIUNQUE ALTRO, IL POPOLO DELLA NOTTE DISCOTECHESE!!! ANDASSERO A FANCULO LORO E IL LORO IDEALE DI BELLEZZA E DIVERTIMENTO!!!!!!!!! (Mliazzu MMK)
PULIZIE DI PRIMAVERA
I pesci lavoratori nel corso di questa settimana si sono dedicati ai lavori in sala prove, la tanto amata sala prove concessa dalla attuale giunta comunale 6 anni fa.
Forse questo è un modo per festeggiare, cosa che nn ha mai fatto nessuno dei pisci, il compleanno del nostro covo! Cmq, ogni hanno di questi tempi dedichiamo un pò di tempo per ridare "vigore" alla sala!! Per esempio 2 anni fa ci siamo dedicati alla ridipintura delle pareti, il corridoio (cioè la parte della sala che raccoglie tutte le locandine dei concerti che abbiamo fatto) è stato abbellito da due splendide bandiere R'n'R sulle quali non poteva mancare il Pesce (cioè è n'atra cosa mo!!!) e, infine, il mastro gran maccanico, Mick, ha rifatto lo spigolo di una parete!! Mentre l'anno scorso ci siamo dedicati ad progetto ideato da Mr Bho relativo all'impianto di areazione della stanzetta in cui versiamo tutti i nostri sudori per il pubblico che ci segue ( e che non smetteremo mai di ringraziare)!!!! Quest'anno abbiamo deciso di cambiare la moquette (così si scrive?!?) che si era consumata abbastanza (o meglio: l'amu portata finita e quindi zunicchi casa )!!!
Quindi concludendo abbiamo passato quasi tutte le sere in sala per cambiare la moquette e adesso ogni volta che vado in sala mi viene voglia di stare in quella stanza guardando orgogliosamante il lavoro compiuto!!! Insomma mi viene da dire: mamma chi sala c'avimu mo!!!! (Miliazzu MMK)
IL REGGAE BIANCO
di Miliazzu MMK
Fu Eric Clapton, bianco ed europeo, che introdusse il reggae nel mondo “occidentale”, facendo uscire allo scoperto questo nuovo genere musicale relegato fino ad allora alla piccola isola dei caraibi. Nel 1974 Clapton si trovava a Miami per incidere 461 Ocean Boulevard, quando un suo collaboratore gli fece ascoltare questo nuovo disco di un musicista giamaicano, un certo Bob Marley. Clapton rimase affascinato da I Shot The Sheriff che decise di incidere e di inserire nel suo disco. Di lì a poco la mania del reggae (nel frattempo Bob Marley aveva raggiunto il successo internazionale con il disco Natty Dread. Natty Dread uscito nel ‘75) pervase molti musicisti bianchi, i Rolling Stones si recarono in Giamaica per incidere Black and Blue, lo stesso Clapton incise una versione reggae di Knockin’ On Heaven’s Door di Bob Dylan. A proposito di Bob Dylan va detto che anche lui, incantato da Bob Marley, diede il suo contributo alla diffusione del reggae tra il pubblico bianco con brani come Man Gave Names To All The Animals o Dead Man Dead Man.
Fin’ora si è parlato della diffusione del reggae come un genere musicale nero già consolidato che il pubblico bianco non conosceva, ma che cos’è il reggae bianco? Dove si è sviluppato? E soprattutto, grazie a chi?
Per rispondere a queste domande bisogna guardare all’Inghilterra degli anni ’70 e in particolare alla nuova leva di musicisti punk che, cresciuti a fianco degli immigrati giamaicani, si stava appropriando in modo più convinto e soprattutto più politico di questa nuova musica.
reggae bianco si presenta come una miscela di caldi ritmi in levare che si sposano con le fumose atmosfere del rock e del funky. È anche pervaso di ritmi blues con sfaccettature soul e folk!! Il reggae bianco “nasce” nel dicembre del 1979 quando i Clash pubblicano i loro terzo album London Calling che è considerato il manifesto di questo crossover tra reggae e rock e brani come Guns Of Brixton (definito da alcuni il primo esperimento di musica dub), Police & Thieves, nel loro primo album, cover di un brano già originalmente reggae, Police On My Back su Sandinista, Bankrobber o Chalie Don’t Surf sono tutti esempi che delineano questo nuovo genere musicale.
Al pari dei Clash, i Police diedero un apporto fondamentale e decisivo alla diffusione e all’affermazione di questo genere, l’intera produzione discografica è attraversata da aperture al reggae, in particolare bisogna ringraziare l’estro del batterista americano Coopeland, vero motore del gruppo, che riesce a dare una fluidità non indifferente ai passaggi da ritmi rock e a quelli reggae. Ovviamente Sting e Summer non sono da meno ma Coopeland ha quella naturalezza tipica dei jazzisti americani degli anni ’30. Esempi di reggae bianco sono: Reggatta De Blanc, Walking On The Moon, Message In a Bottle, Don’t Stand So Close To Me, The Beds To Big Without You e tanti altri!!! A loro va il merito di aver coniato l’espressione Reggae and Roll che racchiude in sé il significato di questo genere musicale!!!
Negli anni ’80 il nuovo reggae bianco, gonfio, esageratamente elettronico, patinato, spunta un po’ ovunque ma finisce per spopolare nelle discoteche, una musica nata come espressione di una minoranza ghettizzata divenne un fenomeno di consumo, il che lo dobbiamo a gruppi come Culture Club di Boy George, agli stessi Police (con la patetica versione remix di Don’t Stand So Close To Me, 1986) oppure agli UB40, il gruppo bianco inglese che meglio traghettò le pulsioni del reggae in un mainstream di alto livello commerciale buono per tutte le stagioni (si pensi a Red Red Wine o a Kingston Town).
Oggi ci sono dei buoni tentativi di reggae bianco che però restano isolati o esperimenti di “periferia”, nel senso che dopo i Clash e i Police nessuno è stato capace di portare avanti un discorso del genere. Comunque sia, tra i vari fenomeni sporadici di reggae bianco si annoverano: Yo Pa Ti No Estoy di Rosana, Corazón Oxidado e La Casa Por El Tejado di Fito & Fitipaldis, Seven Days e English man in New York di Sting……..
La ricerca di questi sporadici fenomeni continuerà, ma la mia speranza è che ci sia qualcuno in grado di riportare il Regge’n’Roll ai vertici di un tempo che non è troppo lontano da noi!!! Chissà chi sarà? Magari un piccolo gruppo di periferia o di un piccolo paese sperduto che vive le stesse vicissitudini di quella minoranza ghettizzata di Londra che diede origine al punk e da cui si sviluppò il reggae bianco!!!!